Inauguro con questo quiz, un ciclo di indovinelli sui semafori del mondo.
Nello specifico, questa prima foto è talmente facile da indovinare che invece che vincere punti, perde punti chi non indovina…
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E’ descritto da alcune delle maggiori guide internazionali come uno tra i migliori ristoranti d’Africa, e tra i primi 50 del mondo (qui trovate una recensione della bbc): il Carnivore si trova nelle vicinanze di Nairobi, a Langata. Il piatto forte è il Maasai barbecue e il nyama choma, la pietanza tipica keniota a base di carne di capra. Ma per chi vuole provare piatti più particolari, qui si serve carne di cammello, struzzo e coccodrillo (di allevamento), ma anche di giraffa, gnu, waterbuck, zebra, hartebeest. Per una cena si spendono 30-45 dollari a testa (decisamente tanto per un ristorante in Africa, ma poco se pensate che è stato votato per ben due volte come uno dei migliori ristoranti del mondo).
Vi chiederete se ci sono andata? Certo che no! Da buona vegetariana ho preferito passare la giornata non molto lontano, dalle giraffe del Langata Giraffe Centre, tenuto dall’Africa Fund of Endangered Life (AFEW), dove questi bellissimi animali prendono il cibo direttamente dalle mani dei visitatori (e dove potete addirittura cimentarvi nel “doppio abbraccio”, nutrendo in contemporanea due dolcissime giraffe). E per cena, un’ottima alternativa vegetariana al Carnivore è rappresentata da uno dei tanti ristoranti indiani della capitale, come ad esempio l’Haandi o, perché no, da un pasto informale, un ottimo caffè direttamente dalle piantagioni del Kenya o un delizioso banana milkshake al Nairobi Java House.
Confesso che con l’arrivo dell’autunno non mi dispiacerebbe girare l’Inghilterra: inizierei nel Nord Est del paese, vicino al confine scozzese, con uno dei famosi sandwich di granchio dell’isola santa di Lindisfarne. Non è un posto famoso come Mont Saint-Michel in Normandia, almeno per il turista italiano, ma Lindisfarne subisce lo stesso isolamento peridiodico per via delle maree e ha alle spalle una storia millenaria come centro della cristianità nell’isola del kilt e del porridge.
Qui vedete delle vecchie barche da pesca, riutilizzate come affascinanti capanni per gli attrezzi. Altre foto dell’isola qui su Flickr, con le rovine della cattedrale e il castello.

Senza dubbio la Barossa è la regione vinicola più famosa dell’Australia, situata a poche ore di guida a nord-est di Adelaide nel New South Wales. A poche ore anche dall’altra regione cult che è la Hunter Valley di cui potete leggere il post che ho scritto qui. Insieme la Barossa e al Hunter Valley sfornano le migliori cantine dell’Australia.
La Barossa fu scoperta circa un secolo e mezzo fa dai coloni europei come una delle aree migliori per la coltivazione della vigna, sia per le qualità del terreno che per le condizioni climatiche. Queste le varietà più diffuse: shiraz, grenache e riesling.
Una volta sul luogo troverete i nomi delle etichette più conosciute all’estero: Wolf Blass, Seppelts a Seppeltsfield, Penfolds, Kaiser-Stuhl, Saltram, Hardy’s, Leo Buring, Yalumba,… per un totale di circa 50 aziende vinicole. Un buon periodo per visitare la zona è durante le vacanze pasquali, periodo in cui si tiene il Barossa Vintage Festival.

Traggo dal sempre illuminante Cool Hunting il suggerimento di un nuovo, piccolissimo ed esclusivo hotel a Parigi, l’Hotel Particulier di Avenue Junot a Montmartre. L’Hotel Particulier è una di quelle bellissime case con giardino che si intravedono mentre passeggiamo sui marciapiedi di Parigi alla ricerca di qualche famoso “cafè des arts”. Se ne osservate l’ingresso, il giardino, la hall avrete l’impressione di qualche cosa di profondamente parigino anche se non so bene che cosa profondamente parigino possa significare. Le camere, 5 in tutto, sono state concepite e progettate da grandi designer di interni ed architetti.
Il costo è accessibile e se per un’occasione particolare ne vale davvero la pena: una doppia va attorno ai 390 euro a notte mentre la meravigliosa suite da 90 m2, con due camere doppie, passa a 590 euro.