
Da anni ormai internet è diventato uno dei mezzi più pratici ed economici per prenotare pacchetti turistici e biglietti aerei. Ormai la maggior parte delle compagnie affida a siti proprietari e portali specializzati il compito di vendere on line le proprie offerte. Siamo tempestati da mailing list promozionali che promettono (e con le dovute cautele, spesso mantengono) occasioni a prezzi stracciati. E poi ci sono gli utilissimi metamotori che confrontano i prezzi dei voli tra i diversi operatori e compagnie aeree: europe lowcost, kelkoo, lastminute.com, solo per citarne qualcuno. Insomma rispetto a dieci, quindici anni fa, organizzare un viaggio da soli è decisamente più semplice ed economico e soprattutto, con pochi minuti di ricerca, è possibile avere un quadro molto più vario e dettagliato dei prezzi sul mercato e quindi scegliere di conseguenza.
Ma c’è una cosa che personalmente proprio non sopporto quando mi capita di fare una prenotazione on line: le cauzioni delle compagnie aeree e dei siti in cui si effettua l’acquisto. Non succede spesso, anzi, a dire il vero mi è capitato solo due o tre volte nel corso di un anno, ma è veramente una cosa fastidiosa: con l’acquisto infatti a volte viene caricata sulla carta di credito una somma doppia rispetto a quella effettivamente spesa. La quota in eccedenza, in realtà, non viene mai riscossa dall’esercente, ma soltanto bloccata per un periodo che va da una settimana a 40 giorni: per intenderci, se pagate 300 euro per un biglietto aereo in certi siti di vendita on line e poi fate l’estratto conto della vostra carta di credito, nei movimenti vedrete comparire la cifra corretta di 300 euro, ma la somma autorizzata (ovvero la differenza tra limite di utilizzo e disponibilità residua) sarà di 600 euro. Questo generalmente non crea nessun problema a livello di addebito, se non fosse che la diponibilità residua mensile della vostra carta di credito viene diminuita di conseguenza e ripristinata soltanto dopo un certo lasso di tempo. Ammettiamo che uno ad esempio stia prenotando vari servizi con diversi operatori: volo, auto, albergo, etc. Ci si può ritrovare, senza quasi sapere come, senza la possibilità di usare la carta di credito per effettuare il pagamento perché la disponibilità residua, al netto delle cauzioni, non è sufficiente, pur avendo speso magari soltanto la metà del limite di utilizzo della stessa carta di credito.
Alcuni siti specificano la clausola nelle condizioni di utilizzo del servizio, altri invece se ne guardano bene. Tra i primi, più corretti a mio parere anche se ugualmente fastidiosi al fine pratico, il sito Terminal A, con sede a Barcellona, secondo cui questa detrazione sarebbe una consuetudine degli operatori spagnoli e dipenderebbe dagli accordi con le rispettive banche. Non ho trovato, nelle faq o nelle condizioni di utilizzo di altri siti una dichiarazione analoga, ma presumo che questo valga anche per altri operatori (ricordo che la prima volta mi successe con una compagnia aerea greca, ma poi la cosa, con la stessa compagnia, non si è più ripetuta: mistero!)
In entrambi casi io mi chiedo una cosa: se l’utente paga il servizio acquistato in anticipo e nella sua totalità, questo doppio ricarico di che cosa mai sarebbe la cauzione? Insomma lo posso capire sull’affitto di un’auto (tanto è vero che esistono diversie tipologie di assicurazione per ridurre la cifra detratta dalla compagnia di noleggio come cauzione), e, fino a un certo punto, sulla prenotazione di una camera d’albergo (in teoria uno può distruggere mobili, far fuori l’intero frigo bar e demolire i complementi d’arredo), ma per un volo aereo? Il massimo che puoi fare è perderlo o non presentarti in tempo al check in. O sbaglio? Ah, forse dimenticavo l’ultima possibilità: quella del dirottatore in erba che si nasconde dietro ogni comune turista esasperato in partenza per le ferie d’agosto!
Foto | Automania

