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In giro per l'isola...
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dani 72 posted a photo:
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Grabby Walls posted a photo:
Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
Grabby Walls posted a photo:
Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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Il 21 e il 22 Febbraio 2008 i "campesinos" e gli abitanti di Cusco hanno protestato rispettivamente contro il rincaro del costo dei fertilizzanti e contro la privatizzazione dei siti archeologici dovuti al governo di Alan Garcia. Il risultato è stato un blocco totale di tutti gli accessi alla città di Cusco non solo stradali ma anche aerei con tanto di disagi per chi aveva le coincidenze da Lima per il resto del mondo. L'aeroporto di Cusco è stato letteralmente assaltato da un gruppo di persone che hanno tentato di abbattere i muri per invadere le piste. Le strade che portano alla città son state invase di pietre e tronchi d'albero.
Per noi che da Puno tornavamo in città è stata una giornata lunghissima. Dieci ore di viaggio in Pullman e "lavori forzati" per rimuovere le pietre dalla carreggiata. per non contare i tempi morti alla periferia di Urcos dove l'autista ci ha abbandonato senza spiegazioni per più di un'ora. In più la polizia non permetteva ai mezzi di passare per via di un ponte sul quale erano bloccati alcuni camion il peso dei quali rischiava di far crollare lo stesso ponte.
In ogni caso la situazione si è risolta proprio grazie alla polizia che in seguito a una mediazione con gli abitanti di Urcos, che avevano invaso la principale via del paese, ha ottenuto il permesso di far passare l'ormai lunghissima fila di pullman e camion.
Così dopo essere partiti da Puno intorno alle 9 del mattino e con la probabilità di dover dormire per una notte in pullman, siamo arrivati a Cusco verso le 7 di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per noi.
La manifestazione, che non ha portato a risultati, si è conclusa con l'arresto degli assaltatori dell'aeroporto e con promesse di incontri e mediazioni da parte del governo che hanno portato alla promessa di un nuovo "paro" di Cusco, stavolta di 72 ore anzi che di 48 come il precedente.
Ovviamente, dato che la notizia evidentemente non è importante per il resto del mondo, una volta lasciato il Perù non abbiamo più saputo niente...
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