L’Isola d’Elba tra storia e architettura

L’Arcipelago Toscano, a cui l’Isola d’Elba appartiene, offre ai visitatori un patrimonio artistico e storico di grande rilievo. Le isole toscane, che sono sempre state le protagoniste del commercio e dei percorsi militari delle civiltà mediterranee, hanno conservato vari resti delle dominazioni delle varie civiltà del passato.
L’Isola d’Elba, in particolare, è stata teatro di alcuni eventi importanti e il suo territorio contiene una prova significativa e unica del passaggio di diverse civiltà. I Greci, gli Etruschi e i Cartaginesi, poi i Romani, hanno combattuto aspramente per proteggere il dominio dell’isola e delle sue risorse minerarie.
Nell’VIII secolo, gli Etruschi sfruttarono le miniere di ferro del territorio elbano, esportando questo materiale in tutto il bacino del Mediterraneo ottenendo un’enorme ricchezza da questi commerci.

Elba_Westküste

Foto CC-BY-SA 3.0 di Michael Joachim Lucke

Dopo gli Etruschi, i Romani arrivarono sull’isola ed ereditarono l’industria siderurgica e del ferro in crescita, aumentando la produzione di vino e sfruttando le bellezze del paesaggio dell’Elba, favorendo quindi un commercio marittimo fiorente. Proprio in questo periodo, sono state costruite molte ville patrizie, come quella di Grotte di Capo Castello.
Nel periodo medievale, fu Pisa a sfruttare le miniere di ferro e di granito dell’Elba, costruendo anche numerose chiese e monumenti che testimoniano il passaggio di questa popolazione. Nel 1548, Cosimo de’ Medici ottenne la città di Portoferraio, la più importante dell’isola, in una perfetta armonia tra la terra e il mare, mentre gli spagnoli si insediarono a Porto Azzurro.
Nel 1700, il territorio di Elba fu conteso tra i tedeschi, gli inglesi, gli austriaci e i francesi, prima di andare definitivamente a Napoleone Bonaparte con il trattato di Fontainebleau. Egli governò l’isola da maggio 1814 a febbraio 1815. Nel corso di questi mesi, favorì il commercio del vino, realizzò molti edifici e revitalizzò l’economia dell’isola. Con il Congresso di Vienna, l’isola fu annessa nuovamente al Granducato di Toscana e poi, nel 1860, ha seguito le vicende storiche del Regno d’Italia.
Dalla fine del XIX secolo, l’isola ha progressivamente migliorato l’industria del ferro e dell’acciaio fino alla seconda guerra mondiale. Nel 1943, fu occupata dai tedeschi e la popolazione visse un periodo di povertà e degrado. Negli anni ’50, con l’arrivo del turismo, l’Elba è stata finalmente apprezzata come si deve, diventando una meta ambita dai turisti provenienti da tutta Europa.

Isola d’Elba: archeologia e architettura

Dal punto di vista archeologico, i turisti possono seguire diversi percorsi: dalle ville romane del primo secolo ai percorsi tracciati dai vecchi pastori del Neolitico. Ci sono anche numerose chiese pisane dell’XI secolo sull’isola, tra cui la Pieve e la Torre di San Giovanni in Campo, i castelli medievali (come il Palazzo del Volterraio e la fortezza di Marciana. Il centro di Portoferraio è stato costruito nel periodo della dominazione medicea ed è un vero gioiello di urbanistica militare.

Vi consigliamo di visitare Porto Azzurro, con l’imponente Forte San Giacomo, costruito dagli spagnoli nel 1600 e il vicino Santuario della Madonna del Monserrato.
Il breve periodo in cui Napoleone è vissuto sull’isola è stato caratterizzato dalla costruzione di palazzi, strade e persino di un teatro, il tutto sotto l’effigie e lo stile di Napoleone, naturalmente. Un’altra visita interessante è quella alla Piccola Miniera, che è una ricostruzione di Giacomelli, un ex minatore locale. Si trova lungo la strada per Rio Marina e contiene un treno, dei carrelli e tutte le attrezzature minerarie.

Quindi, una vacanza all’Elba può essere molto interessante sia per chi ama il mare e le spiagge, sia per chi ama la storia e la cultura locale. Infatti, ci sono centinaia di attività diverse da fare all’Elba, come visitare le città, andare alla scoperta delle spiagge e delle calette più belle, ma anche visitare i musei e le miniere. Tra l’altro si può facilemente raggiungere grazie ai numerosi collegamenti in traghetto.

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