Stop ai collegamenti ferroviari per attraversare lo stretto di Messina

Dal 15 giugno 2015, l’attraversamento dello stretto di Messina sarà fatto a “piedi”, ossia evitando il traghettamento dei convogli Trenitalia. Tutti i passeggeri in arrivo con il treno a Villa San Giovanni, dovranno scendere dal treno, salire sul traghetto a piedi e poi riprendere il treno una volta arrivati a Messina e viceversa. Da una parte questa novità porta ad un effettivo risparmio di tempo, cioè quello impiegato per il carico e scarico dei convogli dal traghetto, ma, dall’altra porta all’aumento del biglietto per l’intera corsa.

treno

Foto CC-BY-SA di Mikhail

Trenitalia ha già messo in vendita biglietti ferroviari con l’orario estivo (in vigore dal 14 giugno) per più della metà dei treni con percorrenza nazionale ed internazionale. I biglietti ferroviari possono essere acquistati con massimo quattro mesi di anticipo. L’apertura delle vendite consentirà la programmazione in anticipo di viaggi di lavoro, vacanze estive ed, eventualmente, una visita ad Expo. Prenotando il proprio biglietto in anticipo, c’è anche una più ampia possibilità di scegliere le proprie condizioni di viaggio.

Gli unici che non sono d’accordo con la nuova decisione presa da Trenitalia, ossia di non caricare più i treni sui traghetti Messina-Villa San Giovanni e viceversa, sono i pendolari del “comitato pendolari siciliani” che pensano che, così facendo, la Sicilia verrebbe ancor più isolata dal resto del mondo e hanno richiesto l’intervento del sindaco di Palermo e Presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando, del Governatore Crocetta e del ministro ai trasporti. Il comitato si chiede cosa pensano di fare il ministro dei trasporti e il sindaco Orlando dell’area metropolitana occidentale ed anche presidente Anci che non hanno ancora preso posizione.

Il comitato spera che Trenitalia ci ripensi e che non interrompa l’utile e funzionale sistema di trasporti con i traghetti da Messina a Villa San Giovanni in Calabria e viceversa, in modo da assicurare una continuità territoriale effettiva tra la Sicilia, l’Italia e l’Europa non mettendo così a rischio nessun posto di lavoro e rafforzando il sistema di trasporto che collega l’isola con la penisola.

Rispondi