Le fantasiose opere di un architetto toscano

Gino Coppedè nasce a Firenze nel 1866 e, dopo il diploma in Disegno Architettonico all’Accademia di Belle Arti, inizia a sviluppare uno stile eclettico, nato dalla commistione di tecniche ed epoche diverse, ottenendo effetti estremamente fantasiosi.

Ormai trentenne, arriva a Genova per realizzare quello che sarà il suo primo grande successo: il Castello Mackenzie, commissionato dall’omonimo assicuratore scozzese, che voleva un’opera che si distinguesse dal panorama architettonico della città.
Coppedè fa di più: prende i progetti, li ritocca e li ingigantisce.

In una città fatta a strisce bianche e nere, introduce il tipico mattone rosso toscano, un intruso nel panorama cittadino, che ovviamente rappresenta un cambiamento storico.

Lo stile stravagante e vivace conquista subito la borghesia genovese, tanto che Coppedè comincia ad essere ricercatissimo dai vari committenti, e realizza un altro bellissimo castello, il De Albertis, attualmente sede del museo delle Culture del Mondo.

Il suo nome diventa celebre nei primi anni trenta del Novecento in tutta Italia ed in Europa.

Tra il 1913 ed il 1921 l’architetto è occupato in numerosi lavori a Roma, dai quali nascerà il celebre “Quartiere Coppedè”, che in realtà non è un vero quartiere, bensì una piccola area in zona Trieste, che si sviluppa intorno a Piazza Mincio.

Puoi entrarci passando dall’arco di Via Tagliamento, dal quale pende un bellissimo lampadario in ferro battuto.
Hai mai visto “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo” di Dario Argento? 🙂

Gli stili che trovi nel quartiere sono i più vari: un mix di caratteri Liberty, Gotici ed Art Déco, ma anche tratti che vanno dal Medioevo al Barocco, passando per l’Antica Grecia.

Il tutto arricchito di mosaici e sculture, motivi mitologici e naturali.

Si tratta di un piccolo angolo molto suggestivo, nel quale puoi rifugiarti per sfuggire dal caos cittadino, ed assaporare il senso di magia e mistero che aleggia intorno a questi splendidi edifici dagli stili estremamente vari.

Lo stile di Coppedè non ha precedenti, ma nemmeno successori: egli muore nel 1927, lasciando molti lavori incompiuti, ed essendo rimasto senza allievi la sua arte non sopravvive nel tempo.

Scritto da: Il Turista Informato

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